Il disturbo di panico: cos’è e come si presenta

Il disturbo di panico: cos’è e come si presenta

Il disturbo di panico è una forma di ansia intensa, che si manifesta con una serie di reazioni fisiologiche dell’organismo, come la produzione da parte delle ghiandole surrenali di maggiori quantità di ormoni, principalmente adrenalina.
Di fronte ad una situazione di pericolo che deve essere superata, il corpo ha bisogno di un integratore energetico per aumentare il tono muscolare e dare slancio alla respirazione e al battito cardiaco. Ora, più sangue si accumula nel cervello, nei muscoli e nei polmoni e più potere si avrà per resistere ad un attacco fisico, un incidente o una catastrofe naturale.
Gli attacchi di panico possono verificarsi in qualsiasi ora del giorno o della notte e possono durare da pochi secondi a un’ora; la frequenza varia da diverse settimane a più volte al giorno.
Durante gli attacchi di panico a causa di uno stato di ipersensibilità, la paura, si avverte una tensione intorno al collo, alla schiena ed è possibile che si verifichino episodi di diarrea acuta.
Quali sintomi dovrebbero metterci in guardia?
Le reazioni specifiche avvengono nel sistema nervoso, nell’apparato digerente e cardiovascolare.
La sensazione di paura include: attacchi di tristezza acuta, disperazione, preoccupazione per gli altri, incapacità di adattarsi, tremori, vertigini, brividi, vampate di calore, insonnia, mancanza di concentrazione, depressione, allucinazioni, incubi, pensieri oscuri.
A livello cardiovascolare viene registrata alta pressione sanguigna, palpitazioni cardiache, battito cardiaco accellerato, convulsioni, dolore al cuore.
A livello digestivo vengono registrate: richieste di defecazione urgente, salivazione intensa, secchezza della bocca, indigestione, dolore addominale, gonfiore addominale, perdita di appetito.
Nelle donne si verificano cambiamenti mestruali e dolori acuti premestruali.
Sintomi cumulativi che possono essere menzionati:

– respiro affannoso
– mani sudate
– prurito o intorpidimento alle mani e ai piedi
– crampi e movimenti muscolari involontari
– stato di claustrofobia (paura del buio) e agorafobia (paura della folla)
– percezione errata del passaggio del tempo
– perdita di ogni speranza per il futuro
– sensazione di morte imminente e tendenza al suicidio.

Un caso particolare è l’agorafobia, una malattia che è diventata abbastanza comune, in cui alcuni soggetti hanno paura di luoghi pubblici affollati (negozi, ristoranti, teatri, chiese, strade ad alto traffico). In questo caso, il soggetto si rifiuta di uscire di casa, l’unico posto in cui si sente al sicuro; ciò porta all’isolamento sociale che influisce poi sulle relazioni con i colleghi, gli amici e anche i membri della famiglia, aumentando il rischio di tendenza al suicidio e ad auto-distruggersi.
Il soggetto non può far fronte alle attività quotidiane e nello sforzo di alleviare i sintomi, cerca riparo nell’alcool, fumo, consumo eccessivo o incontrollato di droghe chimiche, pensiero orientato verso il suicidio.

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